Il mio studio è un laboratorio di invenzione e di visione, dove ogni progetto è un atto di resistenza creativa e, insieme, un gesto di cura per lo spazio che abitiamo.
COME LAVORIAMO
L’attività dello studio si fonda su una concezione omnicomprensiva: un compendio di saperi umanistici e scientifici, tecnici e artistici, in cui l’architetto ricopre il ruolo di direttore d’orchestra, responsabile del coordinamento e della visione complessiva dello spazio. Una visione che ci distingue dall’Ingegneria, perché non si limita alla specializzazione settoriale, ma fa della progettualità globale e della lettura culturale del contesto la sua cifra distintiva.
Il nostro impegno quotidiano è superare la burocrazia come ostacolo sterile, interpretando le norme con intelligenza e responsabilità, per restituire alla professione la sua libertà originaria. La qualità di un progetto non nasce dal peso degli adempimenti, ma dalla capacità creativa e dalla maturità del pensiero che lo guida.
CHI SONO
Faccio l’architetto da più di trentacinque anni e, sin dall’inizio, ho scelto la via più difficile e più libera: quella della libera professione. È un mestiere che non ho mai vissuto come semplice tecnica o mestiere esecutivo, ma come atto di invenzione e responsabilità, che affonda le radici nell’età della ragione e nell’illuminismo, e che oggi continua a essere ribelle verso ogni tentativo di ridurne il valore creativo.
Per me l’architettura è questo: ricerca di soluzioni per costruire e preservare l’ambiente naturale e costruito. Ogni progetto, grande o piccolo, diventa un’occasione per unire sapere tecnico e sensibilità umanistica, calcolo e intuizione, esperienza normativa e passione culturale. È un lavoro omnicomprensivo, in cui l’architetto non è un ingranaggio della macchina, ma il direttore d’orchestra che tiene insieme gli strumenti, coordina i saperi, guida la visione.
Nel corso della mia carriera ho attraversato mondi diversi: il design di interni e arredi, l’architettura civile e industriale, i piani urbanistici, i collaudi e la sicurezza nei cantieri. Ho lavorato accanto ad amministrazioni pubbliche e imprese private, imparando che dietro ogni ostacolo burocratico c’è sempre una soluzione legittima, purché si mantenga la libertà di pensare.
Oggi rivendico con orgoglio l’unicità di questa professione: la libertà, la creatività, la ribellione costruttiva che ci rende gli ultimi eredi di un pensiero illuminato. È una responsabilità sociale, oltre che professionale. È anche un impegno verso le nuove generazioni, perché non perdano la capacità di guardare all’architettura come ad un campo di libertà e non come ad una gabbia di norme.
Il mio studio è questo: un laboratorio di invenzione e di visione, dove ogni progetto è un atto di resistenza creativa e, insieme, un gesto di cura per lo spazio che abitiamo.

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